La scatola dei ricordi


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It’s Christmas time.

E’ inutile negarlo: il Natale è la festa dell’anno che aspetto con più gioia/impazienza. Non credo sia solo la festa dei bambini e se lo fosse non avrei imbarazzo a definirmi tale. Era necessaria questa premessa da persona seria…

… stamattina Puffoforzuto è andato al lavoro prima del solito. Non ho avuto nemmeno la forza di alzarmi per salutarlo: anche se avessi voluto farlo non avrei potuto perchè avevo la Tata aggrovigliata al collo, per cui, bye-bye. Più tardi le principesse di casa si sono svegliate ed hanno fatto colazione con calma, con molta calma. L’unico programma per la mattina, visto il freddo che c’era fuori, era starsene a casa a giocare. C’è da dire che i lunedì mattina casa nostra è bella pulita e luccicante perchè passo buona parte del weekend a pulire, ramazzare, riordinare mentre Puffoforzuto e la Tata se la spassano tra un gioco e l’altro. Avendo casa pulita e non avendo nessunissima intenzione di pulire sul pulito, ci siamo sistemate a terra sul nostro tappetone con i nostri bei pigiamoni colorati e abbiamo dato sfogo alla nostra fantasia.

DIN DON!

Io e la Tata ci siamo guardate. Lei è balzata in piedi ed è corsa alla porta urlando “Nonaaaaaa”. Ho guardato dallo spioncino e la scena che ho visto è stata questa: Puffoforzuto che si nascondeva dietro alla scatola dell’albero di Natale. E’ stato un attimo: ho urlato come una bimba che incontra personalmente Babbo Natale e saltellando e battendo le mani ho aperto la porta. Puffoforzuto si è lasciato trovare dalla Tata, spalancandole un abbraccio. Io intanto ho trascinato la scatola in casa ed ho cominciato ad aprirla, sotto lo sguardo incuriosito della Tata. Ci ho messo tutta la mattina e tutta la sera e il risultato è più o meno questo:

albero di natale

E stasera si procederà con gli addobbi e con il presepe. La Tata avrà il suo bel da fare nei prossimi giorni! Quasi sicuramente a questo post ne seguirà un altro proprio su questo.

Inizia il conto alla rovescia… siamo a -21!

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La prima candelina del mio Blog!

Buon primo compleanno mio piccolo Blog!

Eh già, ieri il mio blog ha compiuto un anno dalla pubblicazione del mio primo post, quello in cui, molto timidamente ed incerta su quello che stavo facendo, mi affacciavo in questo mondo virtuale. Avevo dentro un turbinio di emozioni forti, molto forti ed avevo bisogno di guardarle in faccia e metterle per iscritto.

Caro il mio Blog, lascia che ti ringrazi per la pazienza che hai avuto ad ascoltarmi, a raccogliere le mie lacrime;  grazie per aver condiviso con me e per avermi permesso di condivire gioie e dolori di quest’anno; grazie per ogni singolo commento che mi hai permesso di ricevere, sia per quelli moribidi ma soprattutto per quelli spigolosi che, dicono, aiutano a crescere; grazie per avermi permesso di parlare della malattia del Papy: continuiamo a farlo, perchè fa bene a me ma fa bene anche a chi si ritrova con una diagnosi tra le mani ed una confusione nera nella testa.

Grazie per tutti gli amici che mi hai regalato, per quelli che seguono in silenzio e per quelli che passano e mi lasciano una carezza attraverso la tastiera.

Un brindisi a te, piccolino mio!

p.s. non arrabbiarti se ho scelto una torta rosa… mi conosci, non avrebbe potuto essere diversamente ma dimmi, non sono irresistibili queste apine in pasta di zucchero?


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Ri-eccomi qua!

Cucù? Baaaaaaa! Sono tornataaaa!!

Specifichiamo subito una cosa: non sono tornata oggi dalle vacanze. Oggi è il primo giorno che dò una sbirciatina al mio blog. Ragazzi, sono stata sopraffatta dalla pigrizia (durante le vacanze) e dalla montagna di panni da lavare/stirare (quando siamo tornati a casa). Quando ho scritto l’ultimo post, mi sono promessa, in maniera egoistica, lo ammetto, che avrei lasciato il mondo fuori dal villaggio e così ho fatto. Sono stati 7 giorni in cui abbiamo pensato solo a noi tre, ci siamo rilassati, ci siamo divertiti e ci siamo fatti una dose massiccia di coccole. La vita all’interno del villaggio è cadenzata dagli orari del trenino che ti prende e ti porta al mare, dagli orari del pranzo, della cena, dal gioco aperitivo, gioco caffè, dai balli di gruoppo ecc… ma a noi andava benissimo perchè non avevamo voglia di stancarci.

Le valige del ritorno, si sà, sono sempre più pesanti di quando si è partiti ed all’interno delle nostre ci ho messo questi ricordi che non voglio assolutamente dimenticare:

– Il cuore mio e di Puffoforzuto che batteva forte quando siamo arrivati all’ingresso del villaggio: ci sono tornati in mente tutti i momenti dei nostri giorni trascorsi lì ed io non pensavo di ricordare tutto così perfettamente! E’ stato emozionante varcare il cancello d’ingresso noi tre, con la Tata che ci teneva per mano; davanti a quel cancello, sei anni fà, Puffoforzuto mi sollevò da terra per la gioia quando lo raggiunsi dopo dieci giorni di lontananza;  la “nostra” stanza, minuscola, dove lo aspettavo impaziente, mentre lui era impegnato con gli ospiti che è stata adibita a rispostiglio, chiusa con un catenaccio; lo stupore nel vedere i nostri nomi scritti con un gessetto, racchiusi in un cuore, su una lavagna proprio accanto a quella stanza; il viale buio, lontano dalla confusione, dove rubavamo attimi fugaci per stare un pò soli e potevamo tenerci per mano; e poi l’anfiteatro dove mi mimetizzavo con gli ospiti per vederlo ballare e recitare;

– i gridolini di gioia della Tata che appena sveglia indicava la porta per andare al “ciuf-ciuf” che ci portava al mare; i suoi nuovi amici riunti intorno al suo seggiolone quando faceva le pappe; la Tata che, durante gli spettacoli, se ne stava seduta per terra, ai piedi del palco, per stare con in suoi amichetti, lei che ancora non sapeva camminare perfettamente;

– la mia torta di compleanno (non) a sorpresa: Puffoforzuto è negatissimo per le sorprese! Ci mancava solo che mi mandasse ad ordinarla… Aveva chiesto agli animatori di avvicinarsi al tavolo per festeggiarmi ma, per fortuna!, se l’erano dimenticato così abbiamo soffiato la candelina noi tre soli, come piace a me! Che ve lo dico a fare? la Tata era convinta di festeggiare per l’ennesima volta il suo primo compleanno!

– le lunghe chiacchierate con Puffoforzuto, la sera, sul bordo piscina, mentre la Tata dormiva nel suo passeggino: è stato bello ricordare insieme la prima volta che proprio in questo villaggio ci siamo sussurrati in un orecchio un timido ma sincero “ti amo”; ci siamo riscoperti più complici ed è bellissimo quando un uomo ed una donna guardano avanti, puntando lo stesso orizzonte; al mare, sotto l’ombrellone “vieni qua, coccoliamoci” e con un balzo ero già seduta sulle sue gambe. I love this man…

– le lacrime di Laila (come la chiama la Tata), una ragazzina di dodici anni, al momento dei saluti: mi ha messo tra le mani un tovagliolo piegato, sul quale, sfidando la sua timidezza ma spinta da un affetto immediato ed incontenibile per la Tata le ha scritto tutto il bene che le vuole; dentro il tovagliolo, due conchiglie, bellissime, delicate, raccolte da lei: sono già nella scatola dei ricordi della Tata! La Tata invece le ha regalato uno dei suoi ciucci, uno di quelli di quando era piccola piccola;

– i nostri vicini di ombrellone, una simpaticissima famiglia toscana, con due ragazzette educatissime ed un sogno nel cassetto: danzare alla Scala! Auguro loro tutto il bene!

– l’animatrice del mini-club, di una somiglianza spudorata con la mia Francy e queste apette giocherellone che ci ronzavano intorno in spiaggia ma che non destavano alcuna preoccupazione.

Vi lascio con questa foto: le nostre ombre felici bagnate dal mare limpido della Calabbbria.


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Sbronza io? Naaaaa

Sia durante la gravidanza che durante l’allattamento non ne ho mai bevuto alcolici, nemmeno un sorso. Alla faccia di chi mi consigliava di “scolarmi casse intere di birra perchè fanno fare il latte”…!!! Mai sentita una cavolata più grande! Chi l’avrà fatto avrà allattato i pargoletti a suon di alcool! Sarà per questa leggenda che una delle prime cose che palesano al corso preparto è proprio questa.

Come ne ho già parlato qui, la Tata ha abbandonato la tetta, così, da un giorno all’altro, piccola ingrata della mamma, senza nemmeno darmi il tempo di abituarmi al distacco, ma tant’è. Per consolarmi mi sono concessa subito una lemonsoda (non bevevo nemmeno bevande gassate, perchè avrebbero potuto provocarle quelle coliche di cui ho sempre avuto il terrore ma che la Tata non ha mai avuto, grazie al cielo!). Stamattina io, Puffoforzuto e la Tata abbiamo pranzato fuori: una bella pizza napoletana, di quelle con il cornicione bello doppio che fanno impazzire la Tata. Puffoforzuto, che è pericolosissimo quando viene lasciato libero di scegliere anche per me, si presenta al tavolo con due pinte medie di birra, manco fossimo all’October fest!

“Ma scherzi? io con una roba del genere mi ubriaco sicuramente! Sono mesi che non tocco una birra!”.

“Appunto. Così recuperi tutta la birra arretrata. Dai, goditi la vita, bevi!”.

Alla salute!!

Che ve lo dico a fare? poco dopo ridevo come una matta, con le lacrime agli occhi ma non chiedetemi il motivo: non lo sò nemmeno io. Puffoforzuto mi ha tolto la Tata dalle braccia perchè barcollavo evidentemente. Siamo tornati a casa e ho dormito un’ora e mezza di fila: per fortuna Puffoforzuto si è occupato della Tata. Mi sono svegliata con un mal di testa insopportabile…mi sono buttata sotto la doccia e sono corsa in ufficio. Ho preso una tachipirina. Niente. La testa pulsava e mi veniva da rimettere. Dopo un paio d’ore non ne ho potuto più e sono andata in farmacia, a comprare qualcosa che mi fermasse il baccano che stavano facendo nella mia testa.

“Di cosa si tratta? cervicale? nevralgia?”

Mi vergognavo troppo a dire che era un effetto post-sbronza, soprattutto con la faccia da brava ragazza che mi ritrovo.

“Forse l’aria condizionata…” ho risposto vagamente.

Come minimo quando torno a casa mi faccio rimborsare il costo del farmaco da Puffoforzuto. Io non c’ho più il fisico per ubriacarmi… ora che ci penso, non ce l’ho mai avuto!


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“Premio fedeltà” per i lettori.

Visto che siamo in tema di premi, vorrei istituire un premio per IL LETTORE PIU’ FEDELE. In fondo, i nostri blog, oltre a soddisfare il nostro desiderio di egocentrismo, ci offrono la possibilità di poterci confrontare e questo è possibile grazie a chi ha la pazienza di seguirci e commentarci. Il mio “Premio fedeltà” và senza ombra di dubbio a PINO che vanta il più alto numero di visite nel mio blog! E il commento che mi ha spinta a premiarlo è il seguente (fà riferimento al post che “Estate sia”):

Sei tu che hai reso melenso e banale ciò che raccontavi perché cara la nostra Ale al di la di tutti i premi tu non sai scrivere e regali emozioni cheap direbbero gli Inglesi io dico a buon mercato , non prendi posizioni scrivi in maniera così ovvia che e impossibile non regalarti commentini di convenienza. Ti vanti a più riprese di in banale diploma TCI ma ti rendi conto? E vero che non tutti siamo dei geni ma almeno non sbandieriamo titoli a dir poco ridicoli Alla faccia allora di chi e contro il buonismo fine a se stesso . E sia chiaro che il rispetto per la malattia di tuo padre e’ fuori discussione sei solo tu che non hai la percezione della tua banalità non sei neppure stata in grado , visto il tuo enorme narcisismo , di capire che una certa Elena che ti ha scritto se avevi mai pensato di scrivere un libro , ti prendesse per i fondelli . Eri troppo presa dai tuoi gongolamenti.

Caro Pino, apprezzo la costanza e l’affetto con cui segui il mio blog. I tuoi commenti sono fondamentali, sempre costruttivi e soprattutto molto, molto rispettosi, sia delle sottoscritta che degli amici che commentano. Ci tenevo solo a farti notare che io mi sono diplomata presso l’ITC, che sta per ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE: non ho mai messo piede in un TCI.

Permettimi di darti un suggerimento, da figlia a padre. Da quello che scrivi e da come lo scrivi, credo di capire che non siamo coetanei… sicuramente ci separeranno almeno vent”anni e questo mi porta a dire quello che sto per dirti facendo ricorso al più profondo rispetto per te e per la tuà età: non stare a perder tempo a leggere i miei post, piuttosto dai una ripassatina alle REGOLE GRAMMATICALI BASILARI, con particolare attenzione alla e con l’accento ed a quella di congiunzione, alla punteggiatura ecc… e verifica che in una frase ci sia sempre il soggetto, il predicato ed il complemento, altrimenti a non saper scrivere qui siamo in due! ;-))

A consegnare il premio sarà mio marito Puffoforzuto: non lasciarti impressionare dalla stazza. Se ha già mangiato è assolutamente innocuo!

Un caro saluto.

P.s. Puffoforzuto in questo periodo è a dieta… ma questo è solo un dettaglio! Vieni a ritirare il premio quando vuoi!


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Chi l’avrebbe mai detto!

Ho aperto questo blog lo scorso ottobre, senza sapere bene come funzionasse, cosa scrivere: avevo bisogno di buttare fuori quello che provavo e, credetemi, ero tutt’altro che felice. Ho cominciato a scrivere di notte, dopo aver messo a ninna la Tata: era un momento tutto mio, un momento tanto atteso durante la mia giornata di mamma, moglie e lavoratrice. Davanti alla tastiera però ero solo io: alecomeale. Nick creato solo per poter commentare il blog di Anna Lisa. Chi mai avrebbe immaginato che ne avrei avuto uno tutto mio? Chi mai avrebbe immaginato i benefici che ne sono derivati? Chi mai avrebbe immaginato che il mio blog avrebbe ricevuto un premio? Ebbene sì, gente: questo blog ha ricevuto un premio!! Non ci credete? Non ci credevo nemmeno io ma dato un’occhiatina qui! Io e il mio Blog siamo stati premiati da apinaperniciosa, un blog che seguo da poco ma che mi ha subito appassionata, sarà per la presenza di un Nano coccoloso che mi strappa un sorriso tutte le volte che la sua mamma parla di lui. Che dire apina? Bontà tua ma… GRAZIE!!

Non immagini la gioia che mi hai dato, la soddisfazione e l’emozione che ho provato! Ovvio che poi la prima cosa che ho fatto è stata chiamare quel fetente di Puffoforzuto che non legge mai il mio blog. Volete sapere cosa mi ha detto? “Vuoi vedere che adesso divento famoso grazie al tuo blog? Pensaci bene… tu conosci l’autore degli episodi di Montalbano? No, tu conosci Montalbano”. Credo non sia necessario aggiungere altro: lui è vanitoso inside!

Ma passiamo ora alle regole: affinché io possa ricevere questo premio devo a mia volta premiare, e lo faccio molto volentieri, altri cinque blog, che abbiano meno di 200 lettori. Vi dico subito però che alcuni di questi blog sono seguitissimi per cui hanno superato da un pezzo la soglia! Fatemi impostare la voce… ehmehmehm… il mio premio va a:

Mia: è stata il primo blog che ho letto, la mia ancora di salvezza quando ho scoperto la malattia del Papy. Dio solo sa quanta forza mi abbia dato, quanta carica, quanta speranza attraverso i racconti della sua lotta contro il cancro e non prendetemi per matta (al massimo la matta è lei!) se vi dico che sul suo blog si parla di cancro ma lo si fa con un sorriso! E’ grazie a lei che ho avuto la fortuna di conoscere Anna Lisa: sei stata fondamentale per la nostra amicizia!

Il Codice di Hodgkin della simpaticissima Romina che sà raccontare tutto quello che le succede, dalla malattia alla ricerca del lavoro, ai suoi stranissimi vicini con tanta tanta ironia: te possino Romì!

Zia cris, per la sua capacità di sapersi risollevare sempre e che, se anche fa di tutto per mostrarsi una roccia, io lo so che ha un animo delicato e sensibile soprattutto quando parla della sua Tata.

Piccolavale: seguo il suo blog da un po’, mi piace molto la sua naturalezza, la freschezza dei suoi racconti e la semplicità disarmante con cui racconta il periodo della malattia, come fosse qualcosa di “normale”;

Paika: per la forza con la quale sta affrontando un periodo difficile ma che non rinuncia ad assaporare la vita, giorno dopo giorno ed a regalare momenti di felicità per chi la circonda, organizzando per esempio, una deliziosa festa di compleanno per la sua mamma.

Altra regola: raccontare cinque cose di me che non ho ancora detto su questo blog. E qui mi gioco la reputazione:

– malgrado i miei (quasi) 33 anni sono una fan sfegatata di Robert Pattinson: Puffoforzuto non perde occasione per darmi della teen-ager, ma chi se ne frega! Ho tutti i cd dei suoi film e sono stata capace di ri-vedere Twilight a ripetizione, una decina di giorni di seguito: conosco tutte le battute dei suoi film a memoria!

– quando mi chiedono perché non taglio i miei capelli rispondo “perché piacciono tanto a Puffoforzuto” o “perché sono pratici”: la verità è che sono la mia copertina di Linus;

– detesto le rane: il solo guardarle mi fa venire da rimettere! Poverine, che colpa ne hanno: sono creature del Signore anche loro ma se Puffoforzuto dovesse trasformarsi in ranocchio può stare fresco! Mai e poi mai lo bacerei! Iact!

– a scuola ero secchiona: non da brufoli ed occhialoni ma ero secchiona. Mi sono classificata prima in tutto l’ITC ma mi sono vergognata come una ladra: ho persino nascosto il diploma di merito per timore che mi si prendesse in giro (come del resto ha fatto Puffoforzuto). Solo quando sono diventata più grande ho capito che non c’è assolutamente nulla di cui vergognarsi, anzi: si chiama diploma di merito, quindi vuol dire che l’ho meritato! Non mi sarà venuto il sedere quadrato per nulla!

– odio questo pc dal quale sto scrivendo: un IMac. Puffoforzuto dice che è semplice ed intuitivo: io dico che è tutto furchè intuitivo. E odio questo mouse che cammina al contrario! Se avessi usato il mio pc avrei impiegato la metà del tempo…

Adesso copio ed incollo le regole ed ho terminato, ma lascia che ti ringrazi ancora una volta Apina! Mi hai fatta felice!

– Segnalare sul proprio sito 5 blog con meno di 200 lettori evidenziando i link
– Lasciare un commento su questi blog per avvisarli del premio
– Ringraziare chi vi ha assegnato il premio
– Condividere con i lettori 5 cose di sé che le persone non conoscono.


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Pa-pà pu-pù

Puffoforzuto: “Polpetta, io non sono mamma, sono papà… devi dire pa-pà… su… lo sai dire… non te lo ricordi più?”

MA-MA! MA-MA!

Puffoforzuto: “Amore, non sarà che il fatto di prepararle le pappe, cambiarle il pannolino la stia confondendo? Forse è meglio se glielo cambi tu…”.

S’inventerebbe di tutto pur di svignarsela davanti ad un pannolino di pupù.