La scatola dei ricordi


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Fiducia e speranza.

Sto cercando un angolino in cui nascondermi per la vergogna: riapro solo oggi il blog e ci trovo gli auguri delle persone che sono passate a salutarmi. Il mio blog piccolo piccolo che nonostante la mia assenza ha tenuto compagnia a qualcuno. Cosa posso fare per riparare? Mettermi in ginocchio sui ceci? per favore non chiedetemelo perchè sarei disposta a farlo!

Non sono mai stata mai così tanto tempo senza scrivere da quando ho aperto il blog. E’ che non ne ho sentito la necessità di farlo, sarà perchè durante questi giorni di festa ho avuto modo di passare del tempo con gli amici e di chiacchierare con loro. La scelta di aprire il blog credo sia nata proprio dalla necessità di parlare, di analizzarmi, di guardarmi dentro. In questi giorni invece è stato bello ascoltare.

Lo so che avevo promesso un post sul compleanno di Puffoforzuto ma adesso, a distanza di più di due settimane, non so se riuscirò a rendere bene l’idea di come sia andata la serata. Posso solo dirvi che avevamo la sala tuuuuutta a nostra disposizione, solo per me, la Tata e Puffoforzuto, che abbiamo mangiato pesce e bevuto vino (tranne la Tata ovviamente: le abbiamo concesso dell’acqua con le bollicine), che non sono mancate le sorprese e le lacrime di gioia, soprattutto quando la Tata ha preso il suo regalino e l’ha portato al suo papà: un cuscino con su scritto “La mia più grande ricchezza è la mia famiglia”. Decisamente banale ma, per uno che ambisce a diventare milionario da quando era piccolo, è stata una mossa da “colpito e affondato”. Ciò che invece ha assorbito gran parte delle mie energie durante la settimana precedente al compleanno di Puffoforzuto è stata la realizzazione di un video in cui tutti gli amici e le persone care a Puffoforzuto gli facevano i propri auguri attraverso un videomessaggio. Ho contattato i suoi migliori amici, i suoi compagni di scuola delle superiori e i suoi colleghi di lavoro e tutti hanno accettato e mostrato grande disponibiltà e affetto. Del resto come si fa a non voler bene ad uno come Puffoforzuto? Mi sono arrivati più di 20 video, tutti con formati diversi  e se non fosse stato per il Grande Capo che me li ha convertiti ed incollati con sapienza ora sarei ancora lì ad impazzire! Non vi dico le facce che faceva Puffoforzuto durante la visione del video finale: sorpreso, divertito, commosso. Proprio non se l’aspettava. Oh yeah!

Vogliamo parlare delle feste? di quanto abbiamo mangiato e oziato? sono stati giorni vissuti con grande serenità, persino preparare la cena della vigilia di Natale è stata meno impegantiva e stressante degli altri anni. Sarà perchè ha cucinato la Mamy mentre io accoglievo gli amici a casa? E dei tantissimi regali che ha ricevuto la Tata ne vogliamo parlare? Il salone ormai si è trasformato in una ludoteca! Cicciobello, passeggino, cucina (che non ha nulla di invidiare ad una cucina vera!), un computer ecc…

E, mentre eravamo tutti presi a mangiare gli avanzi di questi pranzi e cene spropositati, pian pianino il 2012 se n’è andato, silenzioso, col suo fagottino sulle spalle. E’ stato un anno positivo sotto vari punti di vista o forse è proprio il mio punto di vista ad essere cambiato: un anno di conquiste per la Tata, un anno di crescita per me e Puffoforzuto come coppia ma anche come singoli individui; uno anno che mi ha concesso nuove amicizie, nuove opportunità e nuovi orizzonti; sì, certo, anche un anno di controlli per il Papy ma da queste parti si guarda il lato positivo delle faccende per cui un anno in cui i controlli non sono più mensili ma trimestrali. Un buon anno direi.

Fatto di fiducia e speranza è il mio atteggiamento nei confronti del 2013. Và, voglio esagerare! ci metto pure un pizzico di coraggio in più. Questo sarà l’anno in cui mi prenderò cura di me stessa e comincio subito subito: questo mese vado a fare il mio primo controllo al seno. Ovvio che me la sto facendo sotto dalla paura già da adesso ma se Anna Lisa e Francy fossero ancora qui, credo che mi prenderebbero per le orecchie e mi ci porterebbero loro.

Voi pensatemi mi raccomando!


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Un sole di 58 anni.

Vorrei regalarti il sole

ma il sole mio,

mammina, sei tu!

Buon compleanno!!

Se ti conosco come credo di conoscerti, in questo momento stai sorridendo! Sappi che se me lo chiedessi, sarei disposta ad alzarmi in piedi sulla sedia, stasera in pizzeria ed a recitartela a voce alta davanti a tutti!

Ricordi quello che ti ho detto l’anno scorso? Non è cambiato nulla, se non l’amore che provo per te: più grande, più consapevole del dono che sei per me.

Auguri di cuore, mamma.

Ti amo.


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Tao tao.

“Amore, la mamma va a prepararsi perchè tra poco va al lavoro, ok?”.

“Dodo*?”.

“Si, vado da Dodo”.

Annuisce e torna a giocare sul tappeto con Puffoforzuto.

Dopo 10 minuti:

“Amore, mi dai un bacino? la mamma va al lavoro, da Dodo ma torna presto”.

Trattengo il fiato e la osservo attentamente: ora tenderà le braccia, scoppierà nel solito pianto disperato e Puffoforzuto cercherà di consolarla, mentre io col groppone in gola e le spalle curve uscirò da quella porta.

….

La Tata si alza, mi prende per mano, mi accompagna alla porta e mi stampa un bacino sulle labbra. Tutto qui? Io e Puffoforzuto ci guardiamo increduli. Apro la porta: niente strilli. Nessun pianto disperato. Esco di spalle, facendole ciao ciao con la mano, lei mi butta un bacino volante e sorridendo mi saluta: “Tao tao” e BAM! mi sbatte la porta in faccia.

Battito compulsivo di ciglia. Faccia a forma di punto interrogativo. Aspetto qualche secondo prima di scendere le scale, origliando dietro la porta: silenzio. Ok… vado.

Wow! Era proprio quello che volevo! Ho dovuto lavorarci un po’ su ma alla fine ci siamo riuscite! Basta usare le parole giuste.

Benissimo…

Doppio wow…

Allora perchè questa nuova conquista non mi fa fare salti di gioia?! Ho bisogno di una solidale pacca sulla spalla…

* Dodo è il nome, pronunciato dalla Tata, del mio Grande Capo.


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La prima candelina del mio Blog!

Buon primo compleanno mio piccolo Blog!

Eh già, ieri il mio blog ha compiuto un anno dalla pubblicazione del mio primo post, quello in cui, molto timidamente ed incerta su quello che stavo facendo, mi affacciavo in questo mondo virtuale. Avevo dentro un turbinio di emozioni forti, molto forti ed avevo bisogno di guardarle in faccia e metterle per iscritto.

Caro il mio Blog, lascia che ti ringrazi per la pazienza che hai avuto ad ascoltarmi, a raccogliere le mie lacrime;  grazie per aver condiviso con me e per avermi permesso di condivire gioie e dolori di quest’anno; grazie per ogni singolo commento che mi hai permesso di ricevere, sia per quelli moribidi ma soprattutto per quelli spigolosi che, dicono, aiutano a crescere; grazie per avermi permesso di parlare della malattia del Papy: continuiamo a farlo, perchè fa bene a me ma fa bene anche a chi si ritrova con una diagnosi tra le mani ed una confusione nera nella testa.

Grazie per tutti gli amici che mi hai regalato, per quelli che seguono in silenzio e per quelli che passano e mi lasciano una carezza attraverso la tastiera.

Un brindisi a te, piccolino mio!

p.s. non arrabbiarti se ho scelto una torta rosa… mi conosci, non avrebbe potuto essere diversamente ma dimmi, non sono irresistibili queste apine in pasta di zucchero?


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Invisibile ma presente.

Ho avuto bisogno di un giorno intero per metabolizzare quanto accaduto in quel di Montecatini. Sono stati due giorni in cui nulla mi sembrava vero. Non mi sembrava vero abbracciare per la prima volta Mia così come non mi sembrava vero che fossimo tutte lì per Anna Lisa e lei non ci fosse.

L’auto di Anna Lisa.

E’ venuta a prenderci dall’aereoporto la sorella di Qualcuno (simpaticissima! Era lei che curava le unghie della nostra Annina con quegli smalti sempre all’ultimo grido e quei tatuaggi sciccosi erano sempre opera sua!) con l’auto di Anna Lisa: navigatore impostato verso Montecatini. Non era la prima volta che ci entravo dentro ma stavolta ho potuto guidarla ed è stato emozionante… l’ho immaginata seduta accanto a me, l’ho sentita cantare, l’ho sentita sorridere. Ho stretto forte quel volante: quante volte le sue mani l’avranno stretto? Quell’auto è un gioiellino: due tettucci apribili. Perchè? Perchè Anna Lisa quell’auto l’aveva comprata per viaggiare con i suoi amici e figurati se li avrebbe portati in giro senza che avessero i suoi stessi comfort! Mi sono venute in mente le parole che disse alla Tata il giorno della sua nascita: “Mi devi venire a trovare spesso. Ti porto dove vuoi… andiamo a farci tante giratine insieme perchè te sei un amore…”.

L’incontro con Mia e le amiche cancer bloggers.

Mentre percorrevamo la strada verso le Terme Tettuccio dove si sarebbe tenuto il convegno, mi tremavano le gambe. Sapevo che di lì a poco avrei rivisto Mamy Roby e Qualcuno e morivo dalla voglia di riabbracciarli ma soprattutto avrei potuto conoscere di persona Mia e le altre cancer bloggers, coloro che hanno dato vita all’Associazione Annastaccatolisa: sono stata pervasa da un senso di inadeguatezza, dal timore di non essere all’altezza della loro amicizia. Ho tirato un respiro profondo ed ho attraversato la soglia della sala. Ho guardato a destra e sinistra ma non vedevo nulla! L’emozione mi aveva offuscato la vista! Ad un certo punto una donna balza in piedi: “Ale!” e mi viene incontro: Mia. Non ho retto alla commozione… un attimo dopo eravamo l’una nelle braccia dell’altra e non potete immaginare il senso di protezione che si prova! Tra le sue braccia non ti può accadere nulla di male. E poi ha una voce dolcissima! Solo dopo esserci staccate mi sono accorta che intorno a noi si era creato un semicerchio: Ziacris (era quella che temevo di più perché so che non è una che te le manda a dire e che invece si è dimostrata dolcissima, soprattutto con la Tata), Milva (che da vivo è di una bellezza… non diresti mai che il cancro è passato dalle sue parti!) Giorgia (con la sua sicurezza e le sue parole che vanno dritte al cuore). E poi gli amici di Anna Lisa, l’eredità che mi ha lasciato: IrenA (lei è il sole in persona: si è creata da subito complicità tra noi!), El Mejor (tornato da Parigi apposta per questo convegno. Io adoro ‘sto ragazzo: ora capisco perchè Anna Lisa non riusciva a farne a meno…), Dany&Dany, Figlia Maggiore e il Piscioso (cotto? stracotto della sua fidanzata!!). Ho avuto il piacere di conoscere anche una ragazza dolcissima di nome Sara che è venuta da Milano per il convegno e lei Anna Lisa non l’ha nemmeno conosciuta di persona… Il cuore mi stava scoppiando in petto!

Mentre presento la Tata e Puffoforzuto alle MIE amiche, sento qualcuno che mi batte la mano sulla spalla: Mamy Roby! Immaginate la scena: questa donnina che riesce a stringerci tutti e tre tra le sue braccia! Accanto a lei, l’inseparabile Qualcuno: ancora abbracci, sinceri, profondi ed il senso di inadeguatezza scompare.

L’assegnazione della borsa di studio.

A riceverla è stata Cristina Raimondi, un medico di 33 anni (come Annina…) che approfondirà la ricerca sui carcinomi mammari triplo negativi che, da quanto ci hanno spiegato i medici del comitato scentifico, è davvero un gran bastardo. La nostra stellina ha dovuto confrontarsi con una bestiaccia molto aggressiva ma, come ci ha tenuto a precisare uno dei medici che l’ha curata,  Anna Lisa non ha perso la battaglia: “Che non si dica che Anna Lisa non ce l’ha fatta perchè ha saputo affrontarla con coraggio e determinazione, senza perdere mai la speranza”. Ricordo perfettamente quando diceva:

Non dobbiamo sminuire ma nemmeno esasperare. Dobbiamo affrontare.

Durante questo convegno si è parlato di cancro in termini scientifici ma si è parlato anche di solidarietà, di speranza.

Prendi la speranza e vivi nella sua luce.

Anna Lisa l’ha fatto, fino alla fine dei suoi giorni. “Mamma, io voglio vivere…”. Ditemi se questo non significa avere speranza…

Segni di presenza.

Al termine della parte “scientifica” del convegno è stato proiettato un video. “Io mi ritengo una malata molto fortunata perchè ho un sacco di amici che mi stanno vicino e si fanno almeno due ore di strada per venire a trovarmi in ospedale. E poi ho la mia mamma e mio marito che mi fanno sentire tanto amata”.

Mi ero promessa che in questo convegno non ci sarebbero state lacrime e l’avevo promesso anche a Pufforforzuto. Anna Lisa si sarebbe incazzata. “Il mondo è pieno di sofferenza. Figurati se la gente deve piangere per me”.

Ho trattenuto le lacrime, ho provato a rimandarle indietro ma durante la proiezione del video, con la coda dell’occhio ho visto Puffoforzuto piangere. Da quando conosco mio marito l’ho visto farlo solo due volte: in questa occasione e nel giorno del matrimonio di Anna Lisa. Le voleva bene. E’ stato come ricevere il permesso a sfogarmi, a buttarle fuori queste lacrime che ho tenuto dentro forse troppo a lungo. A me Anna Lisa manca. Mi manca quotidianamente e non posso farci niente.

Un lungo applauso al termine del video e poco dopo una ragazza prende il libro di Anna Lisa e ne legge qualche pagina. Una racconta del suo meraviglioso rapporto di amicizia con El Mejor, della sua sofferenza a causa della separazione dal suo migliore amico che andava a lavorare a Barcellona (pag. 97 del libro).

L’altra racconta questo:

Lunedi pomeriggio, dopo la chemio, c’è stato uno degli incontri più emozionanti e gioiosi che abbia mai avuto. Sono andata a trovare il padre di una mia Amica. Loro sono pugliesi e lui è ricoverato lì a Modena. E’ una persona meravigliosa e altrettanto meravigliosa è sua moglie. Ci siamo abbracciati, abbiamo chiacchierato tanto come se ci si conoscesse da tempo e poi mi hanno passato al telefono la mia Amica. Sì, la chiamo Amica è vero, ma non ci siamo mai viste e mai sentite fino a ieri. Chi legge regolarmente il mio blog avrà letto spesso i commenti di Alecomeale. Ecco, è lei la mia Amica. Ci siamo scritte tanti sms, e-mail, messaggi, biglietti, ci siamo scambiate foto e regali (lei mi ha fatto una borsa* stupendaaa)… ama non abbiamo ancora avuto la gioia di abbracciarci! Ci siamo ripromesse di farlo al più presto. Non importa se sarà in un reparto dell’ospedale di Modena, se sarà in Puglia da loro o in Toscana da me, ma so che presto ci incontreremo. E così come è stato emozionante incontrare i suoi genitori, sono sicura che sarà una cosa meravigliosa abbracciare lei. (pag. 126).

Lacrime e ancora lacrime. Avevo già letto questo post sia sul blog che sul libro ma sentirlo in quest’occasione è stato qualcosa di incredibile. Insomma, tra 204 pagine leggono proprio questa? Mi è sembrato il suo modo per dirmi che mi vuole bene e che è stata felice di conoscermi. Sì, perché noi ci siamo incontrare al bar dell’ospedale di Modena ed aveva proprio ragione lei: è stato meraviglioso! Al termine del convegno ho ringraziato Mamy Roby pensando fosse stata lei a scegliere quei brani ma, anche lei piuttosto stupita mi ha detto che era stata una scelta della lettrice o meglio: “Anna Lisa avrà guidato la sua scelta. Consideralo il suo modo di dirti grazie per aver affrontato un viaggio così lungo”. Ma volete sapere cos’altro c’è di incredibile in tutto questo? Che Mamy Roby mi ha regalato proprio quella borsa* senza sapere che sarebbe stata menzionata al convegno.

Le api? si, ci sono state anche questa volta. Ne è apparsa una durante l’assegnazione della borsa di studio che svolazzava intorno a El Mejor ed IrenA ed una che ronzava nell’orecchio di Mia durante una passeggiata a Montecatini Alto, insieme a Mamy Roby e Qualcuno. Cerchiamo ancora segni? Sappiamo tutti che Anna Lisa non si sarebbe persa questo incontro per nulla al mondo ma soprattutto riflettiamo su una cosa: qui si parla di una ragazza che è riuscita a far parlare di sé persino in America… Vi pare che una così non riesca a trovare il modo per farsi “notare” anche adesso? E come dice Mamy Roby quando con un sospiro ammette di essere stanca: “Io DEVO portare avanti l’associazione, io DEVO andare avanti… ma t’immagini Anna Lisa dove non sarebbe andata con il suo libro in mano? E non certo per notorietà ma per condividere, quella condivisione che ha fatto sì che intorno a lei, a noi si creasse questa rete di persone meravigliose che ci hanno aiutato a portare questa croce”.

Ha proprio ragione Don Alessandro (il parroco che ha celebrato il matrimonio di Anna Lisa ed Andrea): “Come potete notare oggi dietro questa cattedra c’è un posto vuoto. Lo sapete anche voi, vero, che non è vuoto? Anna Lisa non è assente: è solo invisibile. Invisibile ma presente”.

Ed io ci credo. Anche se mi manca terribilmente.


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Montecatini arriviamo!

Le valige non sono ancora pronte ma noi domattina prendiamo un aereo che ci porterà a Pisa: lì ad aspettarci ci sarà Qualcuno e con lui raggiungeremo Montecatini Terme, la città in cui viveva Anna Lisa e in cui domani ci sarà questo evento.

Io e Puffoforzuto abbiamo desiderato esserci, abbiamo incastrato per benino i nostri impegni e ci siamo riusciti! Rivedremo Mamy Roby, Qualcuno, la Renza, il Piscioso, Figlia Maggiore, IrenA e potrò finalmente conoscere di persona Mia, Ziacris, Milva e tutte le altre amiche cancer blogger di Anna Lisa.

Vi racconterò tutto al nostro rientro!


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Ri-eccomi qua!

Cucù? Baaaaaaa! Sono tornataaaa!!

Specifichiamo subito una cosa: non sono tornata oggi dalle vacanze. Oggi è il primo giorno che dò una sbirciatina al mio blog. Ragazzi, sono stata sopraffatta dalla pigrizia (durante le vacanze) e dalla montagna di panni da lavare/stirare (quando siamo tornati a casa). Quando ho scritto l’ultimo post, mi sono promessa, in maniera egoistica, lo ammetto, che avrei lasciato il mondo fuori dal villaggio e così ho fatto. Sono stati 7 giorni in cui abbiamo pensato solo a noi tre, ci siamo rilassati, ci siamo divertiti e ci siamo fatti una dose massiccia di coccole. La vita all’interno del villaggio è cadenzata dagli orari del trenino che ti prende e ti porta al mare, dagli orari del pranzo, della cena, dal gioco aperitivo, gioco caffè, dai balli di gruoppo ecc… ma a noi andava benissimo perchè non avevamo voglia di stancarci.

Le valige del ritorno, si sà, sono sempre più pesanti di quando si è partiti ed all’interno delle nostre ci ho messo questi ricordi che non voglio assolutamente dimenticare:

– Il cuore mio e di Puffoforzuto che batteva forte quando siamo arrivati all’ingresso del villaggio: ci sono tornati in mente tutti i momenti dei nostri giorni trascorsi lì ed io non pensavo di ricordare tutto così perfettamente! E’ stato emozionante varcare il cancello d’ingresso noi tre, con la Tata che ci teneva per mano; davanti a quel cancello, sei anni fà, Puffoforzuto mi sollevò da terra per la gioia quando lo raggiunsi dopo dieci giorni di lontananza;  la “nostra” stanza, minuscola, dove lo aspettavo impaziente, mentre lui era impegnato con gli ospiti che è stata adibita a rispostiglio, chiusa con un catenaccio; lo stupore nel vedere i nostri nomi scritti con un gessetto, racchiusi in un cuore, su una lavagna proprio accanto a quella stanza; il viale buio, lontano dalla confusione, dove rubavamo attimi fugaci per stare un pò soli e potevamo tenerci per mano; e poi l’anfiteatro dove mi mimetizzavo con gli ospiti per vederlo ballare e recitare;

– i gridolini di gioia della Tata che appena sveglia indicava la porta per andare al “ciuf-ciuf” che ci portava al mare; i suoi nuovi amici riunti intorno al suo seggiolone quando faceva le pappe; la Tata che, durante gli spettacoli, se ne stava seduta per terra, ai piedi del palco, per stare con in suoi amichetti, lei che ancora non sapeva camminare perfettamente;

– la mia torta di compleanno (non) a sorpresa: Puffoforzuto è negatissimo per le sorprese! Ci mancava solo che mi mandasse ad ordinarla… Aveva chiesto agli animatori di avvicinarsi al tavolo per festeggiarmi ma, per fortuna!, se l’erano dimenticato così abbiamo soffiato la candelina noi tre soli, come piace a me! Che ve lo dico a fare? la Tata era convinta di festeggiare per l’ennesima volta il suo primo compleanno!

– le lunghe chiacchierate con Puffoforzuto, la sera, sul bordo piscina, mentre la Tata dormiva nel suo passeggino: è stato bello ricordare insieme la prima volta che proprio in questo villaggio ci siamo sussurrati in un orecchio un timido ma sincero “ti amo”; ci siamo riscoperti più complici ed è bellissimo quando un uomo ed una donna guardano avanti, puntando lo stesso orizzonte; al mare, sotto l’ombrellone “vieni qua, coccoliamoci” e con un balzo ero già seduta sulle sue gambe. I love this man…

– le lacrime di Laila (come la chiama la Tata), una ragazzina di dodici anni, al momento dei saluti: mi ha messo tra le mani un tovagliolo piegato, sul quale, sfidando la sua timidezza ma spinta da un affetto immediato ed incontenibile per la Tata le ha scritto tutto il bene che le vuole; dentro il tovagliolo, due conchiglie, bellissime, delicate, raccolte da lei: sono già nella scatola dei ricordi della Tata! La Tata invece le ha regalato uno dei suoi ciucci, uno di quelli di quando era piccola piccola;

– i nostri vicini di ombrellone, una simpaticissima famiglia toscana, con due ragazzette educatissime ed un sogno nel cassetto: danzare alla Scala! Auguro loro tutto il bene!

– l’animatrice del mini-club, di una somiglianza spudorata con la mia Francy e queste apette giocherellone che ci ronzavano intorno in spiaggia ma che non destavano alcuna preoccupazione.

Vi lascio con questa foto: le nostre ombre felici bagnate dal mare limpido della Calabbbria.