La scatola dei ricordi


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Domani.

Che domani finisca il mondo o no, a me sinceramente poco importa. Tanto, se dovesse finire domani, muoriamo tutti e pace all’anima nostra, ci si vede in Paradiso. L’attesa per questo fatidico 21 dicembre per me è legata ad una data speciale: domani Puffoforzuto compie 40 anni!

Non posso anticipare nulla adesso: sappiate che ho avuto il mio bel da fare ad organizzargli un compleanno da “fine del mondo” e tante piccole sorprese che, sono sicura, lo renderanno felice. Che poi, il senso di ogni compleanno è questo. Io credo che al termine di questo evento importante, Puffoforzuto sarà felice e piacevolmente sorpreso.

Prometto un post post-compleanno ricco di dettagli, sempre che non schiattiamo tutti prima!

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Chiarezza.

Quella che ci siamo lasciati alle spalle era settimana di controlli per il Papy per cui si son recati in quel di Modena, o meglio, erano in zona perchè hanno trascorso una settimana da mio fratello Iceyes che vive in Emilia Romagna. Sono andati insieme in ospedale e questo mi ha fatto sentire più serena perchè ogni volta che li immagino soli davanti alla scrivania della dottoressa ad aspettare l’esito degli esami mi viene una stretta allo stomaco; perchè dopo ogni esito le nostre vite potrebbero di nuovo cambiare; perchè vorrei porre alla dottoressa le stesse domande che il Papy pone a me, con i suoi occhioni scuri; perchè vorrei semplicemente essere là con loro. Ho imparato col tempo a controllare la mia ansia, a non tempestarli di chiamate, ad aspettare che siano loro a farlo e soprattutto ad analizzare il loro tono di voce attraverso il telefono. Come dicevo, oggi ero più tranquilla sapendoli con mio fratello. E’ stato lui a chiamarmi ed a dirmi che il Papy ha fatto delle domande molto dirette. Premetto che non gli abbiamo mai nascosto nulla sulla natura della sua malattia: farlo, per me, significava tradirlo. Tuttavia non so quanto il Papy fosse preparato a sentire le risposte. Partiamo da un punto fermo:

L’esito degli esami è ottimo. La malattia è sempre stabile.

Certo, dipende da come si è abituati a guardare il bicchiere: per me è mezzo pieno. Dall’esito è evidente che la malattia c’è e non se n’è mai andata, per cui il Papy non è mai guarito ma questo era impossibile perchè il mieloma multiplo è una malattia cronica con la quale però ci si può convivere serenamente. Dopo il trapianto di cellule staminali la Proteina di Bridget Jones(come la chiamiamo noi) se n’è stata buona buona sotto i minimi storici. La dottoressa sostiene che protrebbe continuare a “dormire” anche per lunghi tempi ma non ha fatto mistero che prima o poi potrebbe “svegliarsi”. Certo questa cosa non mi lascia indifferente ma è come dire che “prima o poi tutti dobbiamo morire”, magari proprio il 21 dicembre prossimo…

La cosa veramente positiva è che facendo i controlli trimestrali possiamo monitorare la situazione e, qualora qualcosa dovesse cambiare, si potrebbe già iniziare a bastonare la proteina con la sua giusta cura.

Ma poi guardo il Papy che gioca con i suoi nipotini, uno sulle spalle e gli altri due che gli corrono dietro e la paura, quel filino di paura che mi prende lo stomaco, se ne torna da dove era venuta.


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It’s Christmas time.

E’ inutile negarlo: il Natale è la festa dell’anno che aspetto con più gioia/impazienza. Non credo sia solo la festa dei bambini e se lo fosse non avrei imbarazzo a definirmi tale. Era necessaria questa premessa da persona seria…

… stamattina Puffoforzuto è andato al lavoro prima del solito. Non ho avuto nemmeno la forza di alzarmi per salutarlo: anche se avessi voluto farlo non avrei potuto perchè avevo la Tata aggrovigliata al collo, per cui, bye-bye. Più tardi le principesse di casa si sono svegliate ed hanno fatto colazione con calma, con molta calma. L’unico programma per la mattina, visto il freddo che c’era fuori, era starsene a casa a giocare. C’è da dire che i lunedì mattina casa nostra è bella pulita e luccicante perchè passo buona parte del weekend a pulire, ramazzare, riordinare mentre Puffoforzuto e la Tata se la spassano tra un gioco e l’altro. Avendo casa pulita e non avendo nessunissima intenzione di pulire sul pulito, ci siamo sistemate a terra sul nostro tappetone con i nostri bei pigiamoni colorati e abbiamo dato sfogo alla nostra fantasia.

DIN DON!

Io e la Tata ci siamo guardate. Lei è balzata in piedi ed è corsa alla porta urlando “Nonaaaaaa”. Ho guardato dallo spioncino e la scena che ho visto è stata questa: Puffoforzuto che si nascondeva dietro alla scatola dell’albero di Natale. E’ stato un attimo: ho urlato come una bimba che incontra personalmente Babbo Natale e saltellando e battendo le mani ho aperto la porta. Puffoforzuto si è lasciato trovare dalla Tata, spalancandole un abbraccio. Io intanto ho trascinato la scatola in casa ed ho cominciato ad aprirla, sotto lo sguardo incuriosito della Tata. Ci ho messo tutta la mattina e tutta la sera e il risultato è più o meno questo:

albero di natale

E stasera si procederà con gli addobbi e con il presepe. La Tata avrà il suo bel da fare nei prossimi giorni! Quasi sicuramente a questo post ne seguirà un altro proprio su questo.

Inizia il conto alla rovescia… siamo a -21!