La scatola dei ricordi


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L’inaspettata notizia che aspettavo.

Squilla il telefono.

Mamy: “Abbiamo ritirato adesso l’esito dell’elettroforesi di papà”.

Io: “Era oggi? Oddio, l’avevo dimenticato… cioè, non l’ho dimenticato. Non avevo capito che avremmo avuto così presto i risultati… ma va bene… dimmi, che dice l’esito?”.

Intanto nella mia mente cerco di analizzare parola per parola ciò che mi ha appena detto la Mamy, di capire che tipo di tono sta utilizzando. Sono frazioni di secondi ma il cuore già trema e mi viene la solita stretta allo stomaco.

Mamy: “Hai presente la proteina di Bence Jones? Ti ricordi quel picco altissimo che c’era la prima volta che papà fece queste analisi?”

Io: “Sì… era superiore al limite”.

Penso: la Mamy ci sta mettendo troppo a darmi la risposta. Se fosse stata una buona notizia non si sarebbe dilungata. Forse sta cercando le parole giuste per darmi una notizia non buona oppure vuole cercare di capire insieme a me il risultato delle analisi che non sempre sono facili da interpretare. Ho quasi paura a farle la domanda successiva.

Mamy: “Ale… non c’è più nessun picco. Ale… la proteina NON C’E’ PIU!!”. Ed esplode in un urlo di gioia!

Masantapazienzapazientissima! Devi darmi una notizia così bella e mi crei la suspence?! Criminale di una mamma!

Io: “Ma non potevi dirmelo subito, mannaggia a te?! Me la sono fatta sotto!!”

Mamy (ridacchiando): “Volevo farti una sorpresa…”.

Io: “E tu queste le chiami sorprese?! Questa è roba da infarto!”.

Avete capito tutti? No, perchè qui c’è da piangere ed urlare di gioia, c’è da mettersi a saltare sui tavoli!

Leggo testualmente l’esito dell’esame: “Proteina di Bence Jones: assente”.

Non riesco a trovare le parole per descrivere la gioia, la riconoscenza, la leggerezza che provo in questo momento… Questa è la notizia inaspettata che aspettavo da 4 anni!!

Che inizino i festeggiamenti!!!


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Se ne approfittano…

Avere ospiti in casa mi mette sempre di buonumore. Mi piace avere gente in casa stravaccata sul divanone a dire chiacchiere, a rilassarsi. Forse il nostro frigo non è ospitale come noi (andiamo solo ad acqua!) ma sappiate che se citofonate sarete i benvenuti (e possiamo fare un rapido rifornimento di bevande al supermercato dietro casa!).

Detto questo…

… caro il mio virus gastro-intestinale di merda, volevo farti notare che sono SEI-giorni-SEI che fai i tuoi porci comodi nel mio pancino e che, va bene l’ospitalità, va bene che non si muore ma credo sia giunto il momento di fare le valigie e abbandonare questo corpo! E il nostro non sarà un arrivederci!

Ecco. Vediamo se da domani sto meglio. Oh!


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Ri-eccomi qua!

Cucù? Baaaaaaa! Sono tornataaaa!!

Specifichiamo subito una cosa: non sono tornata oggi dalle vacanze. Oggi è il primo giorno che dò una sbirciatina al mio blog. Ragazzi, sono stata sopraffatta dalla pigrizia (durante le vacanze) e dalla montagna di panni da lavare/stirare (quando siamo tornati a casa). Quando ho scritto l’ultimo post, mi sono promessa, in maniera egoistica, lo ammetto, che avrei lasciato il mondo fuori dal villaggio e così ho fatto. Sono stati 7 giorni in cui abbiamo pensato solo a noi tre, ci siamo rilassati, ci siamo divertiti e ci siamo fatti una dose massiccia di coccole. La vita all’interno del villaggio è cadenzata dagli orari del trenino che ti prende e ti porta al mare, dagli orari del pranzo, della cena, dal gioco aperitivo, gioco caffè, dai balli di gruoppo ecc… ma a noi andava benissimo perchè non avevamo voglia di stancarci.

Le valige del ritorno, si sà, sono sempre più pesanti di quando si è partiti ed all’interno delle nostre ci ho messo questi ricordi che non voglio assolutamente dimenticare:

– Il cuore mio e di Puffoforzuto che batteva forte quando siamo arrivati all’ingresso del villaggio: ci sono tornati in mente tutti i momenti dei nostri giorni trascorsi lì ed io non pensavo di ricordare tutto così perfettamente! E’ stato emozionante varcare il cancello d’ingresso noi tre, con la Tata che ci teneva per mano; davanti a quel cancello, sei anni fà, Puffoforzuto mi sollevò da terra per la gioia quando lo raggiunsi dopo dieci giorni di lontananza;  la “nostra” stanza, minuscola, dove lo aspettavo impaziente, mentre lui era impegnato con gli ospiti che è stata adibita a rispostiglio, chiusa con un catenaccio; lo stupore nel vedere i nostri nomi scritti con un gessetto, racchiusi in un cuore, su una lavagna proprio accanto a quella stanza; il viale buio, lontano dalla confusione, dove rubavamo attimi fugaci per stare un pò soli e potevamo tenerci per mano; e poi l’anfiteatro dove mi mimetizzavo con gli ospiti per vederlo ballare e recitare;

– i gridolini di gioia della Tata che appena sveglia indicava la porta per andare al “ciuf-ciuf” che ci portava al mare; i suoi nuovi amici riunti intorno al suo seggiolone quando faceva le pappe; la Tata che, durante gli spettacoli, se ne stava seduta per terra, ai piedi del palco, per stare con in suoi amichetti, lei che ancora non sapeva camminare perfettamente;

– la mia torta di compleanno (non) a sorpresa: Puffoforzuto è negatissimo per le sorprese! Ci mancava solo che mi mandasse ad ordinarla… Aveva chiesto agli animatori di avvicinarsi al tavolo per festeggiarmi ma, per fortuna!, se l’erano dimenticato così abbiamo soffiato la candelina noi tre soli, come piace a me! Che ve lo dico a fare? la Tata era convinta di festeggiare per l’ennesima volta il suo primo compleanno!

– le lunghe chiacchierate con Puffoforzuto, la sera, sul bordo piscina, mentre la Tata dormiva nel suo passeggino: è stato bello ricordare insieme la prima volta che proprio in questo villaggio ci siamo sussurrati in un orecchio un timido ma sincero “ti amo”; ci siamo riscoperti più complici ed è bellissimo quando un uomo ed una donna guardano avanti, puntando lo stesso orizzonte; al mare, sotto l’ombrellone “vieni qua, coccoliamoci” e con un balzo ero già seduta sulle sue gambe. I love this man…

– le lacrime di Laila (come la chiama la Tata), una ragazzina di dodici anni, al momento dei saluti: mi ha messo tra le mani un tovagliolo piegato, sul quale, sfidando la sua timidezza ma spinta da un affetto immediato ed incontenibile per la Tata le ha scritto tutto il bene che le vuole; dentro il tovagliolo, due conchiglie, bellissime, delicate, raccolte da lei: sono già nella scatola dei ricordi della Tata! La Tata invece le ha regalato uno dei suoi ciucci, uno di quelli di quando era piccola piccola;

– i nostri vicini di ombrellone, una simpaticissima famiglia toscana, con due ragazzette educatissime ed un sogno nel cassetto: danzare alla Scala! Auguro loro tutto il bene!

– l’animatrice del mini-club, di una somiglianza spudorata con la mia Francy e queste apette giocherellone che ci ronzavano intorno in spiaggia ma che non destavano alcuna preoccupazione.

Vi lascio con questa foto: le nostre ombre felici bagnate dal mare limpido della Calabbbria.