La scatola dei ricordi


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La farfalla ed il fiore.

Un uomo chiese a Dio un fiore ed una farfalla.  Dio gli diede un cactus e un bruco. L’uomo ci restò malissimo  non comprendendo il perchè dell’arrivo di cose che non aveva chieste, tuttavia giustificò il Signore pensando: “Figuriamoci, con tanta gente che ha da soddisfare…” e mise i “regali” da parte.

Passato qualche tempo, ritornò a vedere ”  i doni ”  che il Signore gli aveva a suo tempo elargito. Con sua grande sorpresa, vide che dallo spinoso e brutto cactus era nato il più bel fiore che avesse mai visto. E l’orribile bruco si era trasformato in una bellissima farfalla

Dio agisce sempre per il nostro bene.

I suoi doni sono sempre i migliori per noi, anche se ai nostri occhi può sembrare che non abbia capito i nostri desideri o non li abbia voluti esaudire. Quando chiediamo qualcosa a Dio e riceviamo qualcosa di diverso,  non cessi la nostra fiducia in Lui. Siamo certi che Egli ci dona sempre quello che di cui abbiamo bisogno, nel momento opportuno,  per la nostra vita cristiana. Non sempre quello che desideri è quello di cui tu hai bisogno. Lui lo sa, non dubitare.

La spina di oggi sarà il bellissimo fiore di domani!

 

 di Paolo Diani

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Francesca.

Sono passati tre anni da quando non ci sei più ma mai, nemmeno per un giorno, non ti ho sentita accanto a me, a noi. Ti ho promesso che sarei stata vicina alla tua famiglia. Mi sono permessa di fare di più: adesso la tua mamma ed il tuo papà sono rispettivamente la madrina ed il padrino di battesimo della Tata, così adesso siamo tutti una grande famiglia.

Credo non ci sia niente di più terribile per un genitore che perdere un figlio ma quando il giorno della morte di un figlio coincide con il giorno del compleanno della mamma, credo sia ancora più difficile da sopportare. Non ho chiamato la tua mamma oggi: le ho mandato una foto della Tata con una parrucca bionda e riccioluta. So che non cancellerà l’amaro di questa giornata ma le regalerà un sorriso.

Quel giochino che facevamo, io continuo a farlo e sai, funziona sempre. Sono le 15:15: so che ci sei e che ci stiamo pensando.

Oggi voglio fare silenzio ma non voglio parlare di morte: oggi voglio immaginarti felice, serena, libera dal peso del tuo corpo e con un paio d’ali in più. Quelle ali che spesso perdono le piume e che fanno dire a Pippi: “Zia Iaia, guarda! Francy è passata di qui… “.

E non sono folle nè visionaria se penso che in Paradiso tu ed Anna Lisa vi siate incontrate, conosciute e  non mi sbaglio se penso che qualche volta sarà anche necessario richiamarvi all’ordine.

Un giorno ci rivedremo.

Ti voglio bene, Francy.


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La felicità.

Puffoforzuto: “Sono immensamente felice…”.

Analizziamo la frase: non è “semplicemente” felice, Puffoforzuto è IMMENSAMENTE felice.

E se lui è felice lo sono anch’io, “immensamente al quadrato” felice che non si può dire ma rende bene l’idea. Credo sia una delle più grandi soddisfazioni di una donna, mamma e moglie: sapere che suo marito è felice e che il motivo della sua gioia siamo noi, io e la Tata.


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Rettifica.

Come mi ha fatto notare la Mamy, la nonna è del 1931 quindi di anni ne compie 81 e non 82. No, ci tengo a precisarlo perchè la mia nonnina è di quelle che “non si chiede l’età ad una donna”, anzi, se qualcuno glielo chiede lei risponde togliendosi minimo 3 anni! E noi siamo costretti a fingere che sia più giovane.

Per cui ieri nonna compiva 78 anni, ok?!


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Buon compleanno nonna!

Oggi è il compleanno di una donnina forte, coraggiosa, combattiva, tanto paziente e tanto tanto dolce.

Oggi questa donnina compie la bellezza di 82 anni!!

Si tratta della mamma della Mamy, nonna Giuseppina e finalmente quest’anno potrà festeggiare il suo compleanno stando seduta su una sedia (non importa se è con le rotelle, ma certo è meglio che stare immobilizzati in un letto!).

E’ un compleanno che va assolutamente festeggiato ma il Papy e la Mamy erano a Modena per il solito controllo mensile (ah! tutto ok! proteina stabile!! Grazie Gesù!) e quando torneranno sarà troppo tardi, per cui rimandiamo a sabato e le faremo una bella sorpresa con tanto di torta e candeline e tutto il nostro affetto!

Buon compleanno nonna!

p.s. che poi io avrei dovuto chiamarmi come lei ma al Papy non piaceva… beh, in effetti è stata una fortuna: già immaginoi miei compagni di classe prendermi in giro cantando “la balena Giuseppina na na na na” (ve lo ricordate quel cartone in cui c’era quella balena tutta verde che diventava ora piccola piccola ora enorme?)… per cui nonnia, ti voglio benissimissimo ma… ad ognuna il proprio nome!


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Una mora per il Biondo!

Shhhh! Zitti zitti… ne sto combiando una delle mie. Devo parlare sottovoce ma ora vi racconto tutto.

Vi ricordate l’amico al quale Puffoforzuto mi aveva “promessa”? (ne ho parlato qui). Bene, anzi, non proprio benissimo: il Biondo è single! E quando il Biondo è single fa casini. Tesse ragnatele a destra e a manca e poi lui stesso non ci capisce più nulla: finisce sempre che una delle fancuille s’innamora perdutamente di lui ma lui se la svigna.

ADESSO BASTA!

E’ arrivato il momento che io faccia qualcosa! Oh, è il mio migliore amico per cui mi sono detta: il Biondo ha bisogno di una compagna. Ma non di una di quelle avute finora: è stata una sequenza indefinita di stronze (proprio non riesco a trovarlo un aggettivo più appropriato!), di quelle che stanno con te giusto il tempo di divertirsi, farsi uno o più viaggetti e poi, arrivata l’estate, “ciao, è stato un piacere”. Il problema è che per piacere al Biondo devi essere stronza inside, però se 2+2 fà 4, mi sa che qui bisogna cambiare musica, caro il mio Biondo.

E così io ho pensato… shhhhh… che sabato invito il Biondo a fare una pizza a casa nostra e gli faccio conoscere “casualmente” una mia amica! E come si dice: se son rose… Magari questa è la volta buona in cui vado d’accordo con la compagna del Biondo!

Vedremo… ma intanto shhhhh…


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Atto di abbandono.

Condivido con voi una preghiera a me molto cara, che mi ha aiutata ad affrontare i momenti più difficili della mia vita con quella forza e quella serenità che solo Lui sa darti.

E’ una preghiera di Don Dolindo Ruotolo, sacerdote napoletano vissuto e morto in concetto di santità; ha scritto questo insegnamento sull’abbandono in Dio ispiratolgi da Gesù stesso:

“Perché vi confondete agitandovi?. Lasciate a me la cura delle vostre cose e tutto si calmerà. Vi dico, in verità, che ogni atto di vero, ricco e completo abbandono in me, produce l’effetto che desiderate e risolve le situazioni spinose. Abbandonarsi a me non significa arrovellarsi, sconvolgersi e disperarsi, volgendo poi a me una preghiera agitata perché io segua voi. E’ cambiare l’agitazione in preghiera. Abbandonarsi significa chiudere placidamente gli occhi dell’anima, stornare il pensiero dalla tribolazione e rimettersi a me perché io solo operi, dicendo: pensaci Tu. E’ contro l’abbandono la preoccupazione, l’agitazione e il volere pensare alle conseguenze di un fatto.

E’ come la confusione che portano i fanciulli, che pretendono che la mamma non pensi alle loro necessità, e vogliono pensarci essi stessi, intralciando con le loro idee e le loro fisime infantili il suo lavoro. Chiudete gli occhi e lasciatevi portare dalla corrente della mia grazia, chiudete gli occhi e lasciatemi lavorare, chiudete gli occhi e pensate al momento presente, stornando il pensiero dal futuro come da una tentazione; riposate in me credendo alla mia bontà e vi giuro che per il mio amore che, dicendomi, con queste disposizioni, pensaci tu, io ci penso in pieno, vi consolo, vi libero, vi conduco. E quando debbo portarvi in una vita diversa da quella che vedete voi , io vi addestro, vi porto nelle mie braccia, vi faccio trovare, come bimbi addormentati nelle braccia materne, dall’altra riva. Quello che vi sconvolge e vi fa male immenso è il vostro ragionamento, il vostro pensiero, il vostro assillo ed il volere ad ogni costo provvedere voi a ciò che vi affligge.

Quante cose io opero quando l’anima, tanto nelle sue necessità spirituali quanto in quelle materiali, si volge a me dicendomi: pensaci tu!, e chiude gli occhi e riposa. Avete poche grazie quando vi assillate per produrle, ne avete moltissime quando la preghiera è affidamento pieno a me. Voi, nel dolore, pregate perché io operi, ma perché io operi come credete….Non vi rivolgete a me, ma volete che io mi adatti alle vostre idee, non siete infermi che domandano al medico la cura, ma gliela suggeriscono. Non fate così, ma pregate come vi ho insegnato nel Pater: sia santificato il tuo nome, cioè sii glorificato in questa mia necessità, venga il tuo regno, cioè tutto concorra al tuo regno in noi e nel mondo; sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra, cioè disponi tu in questa necessità come meglio ti pare, per la vita nostra terrena e corporale.

Se mi dite davvero: sia fatta la tua volontà, che è come dire: pensaci tu, io intervengo con tutta la mia onnipotenza e risolvo le situazioni più chiuse. Ti accorgi che il malanno incalza invece di decadere? Non ti agitare, chiudi gli occhi e dimmi con fiducia: sia fatta la tua volontà, pensaci tu! Ti dico che io ci penso e che intervengo come medico e compio anche un miracolo, quando occorre. Vedi che la situazione peggiora? Non ti sconvolgere; chiudi gli occhi e dì: pensaci tu! Ti dico che io ci penso, e che non c’è medicina più potente di un mio intervento d’amore.

Ci penso solo quando chiudete gli occhi.

Voi siete insonni, voi volete tutto valutare, tutto scrutare, a tutto pensare e vi abbandonate così alle forze umane e peggio agli uomini, confidando nel loro intervento. E’ questo che intralcia le mie parole e le mie vedute. Oh, come io desidero da voi questo abbandono per beneficiarvi e come mi addoloro nel vedervi agitati!

Satana tende proprio a questo: ad agitarvi per sottrarvi alla mia azione e gettarvi in preda alle iniziative umane; confidate perciò in me solo, riposate in me, abbandonatevi a me in tutto. Io faccio miracoli in proporzione del pieno abbandono a me, e del nessun pensiero di voi. Io spargo tesori di grazia quando voi siete nella piena povertà. Se avete vostre risorse, anche poche, o se le cercate, siete nel campo naturale e seguite quindi un percorso naturale delle cose che è spesso intralciato da satana. Nessun ragionatore ha fatto miracoli, neppure tra i Santi. Opera divinamente chi si abbandona in Dio.

Quando vedi che le cose si complicano, dì con gli occhi dell’anima, chiusi: Gesù, pensaci tu! Fa così per tutte le tue necessità! Fate così tutti e vedrete grandi, continui e silenziosi miracoli! Ve lo giuro per il mio amore.